Top
Il dietro le quinte della Galleria Borghese raccontato da Jelena Jovanović – MAXXI A[R]T WORK
fade
3947
post-template-default,single,single-post,postid-3947,single-format-standard,eltd-core-1.1.1,flow child-child-ver-1.0.0,flow-ver-1.3.6,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default

Il dietro le quinte della Galleria Borghese raccontato da Jelena Jovanović

La comunicazione digitale della Galleria Borghese porta la firma di una professionista del settore, Jelena Jovanović, che, con passione ed entusiasmo, ci ha raccontato il dietro le quinte di uno dei musei più belli del mondo.

 

Qual è il suo ruolo all’interno della Galleria Borghese?

 

JJ: Mi occupo di progetti relativi alle nuove tecnologie e sono consulente per le attività digitali del museo: dal sito web al contributo editoriale tramite social media allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi ed esperienze digitali. Il mio ruolo prevede la consulenza nella gestione di tutti gli aspetti relativi ai nuovi media, dalla progettazione concettuale, alla produzione, al lancio, alla gestione dei team di sviluppatori e delle società di produzione esterne.

 

Da piccola già sognava questo tipo di lavoro? Qual è stato il percorso che l’ha condotta qui?

 

JJ: La curiosità per la storia dell’arte mi è stata trasmessa da un insegnante delle scuole medie. Sono nata nel ’76, molto prima dell’era digitale, e a quel tempo il metodo di fruire arte e cultura avveniva con altri mezzi. Ho coltivato la mia passione successivamente, viaggiando e conseguendo una laurea e un dottorato di ricerca in storia dell’arte – sempre con un occhio attento alle nuove metodologie di studio e ad approcci innovativi alla fruizione dell’arte. Ciò ha fatto sì che man mano iniziassi a far convergere le mie due passioni in un profilo ibrido – storia dell’arte da una parte e nuove tecnologie dall’altra, e ad occuparmi di media digitali nei musei, sia in un contesto commerciale che creativo.

 

 

Qual è stata la prima impressione da visitatrice della Galleria Borghese? È cambiata lavorandoci? Se sì, in che modo?

 

JJ: È un museo unico al mondo nel suo genere che mi ha segnato nel profondo per la sua specifica identità e per la sua importanza storica. È un luogo artistico d’eccezione.

Ho avuto la fortuna di scoprire il suo ‘backstage’ che è complesso ed esigente, portandomi ad apprezzare ancora di più tutti gli aspetti legati alla sua vita quotidiana. Oggi posso dire che è un museo che genera una devozione specifica da parte di tutte le persone che ci lavorano.

 

Qual è la sua opera preferita della collezione?

 

JJ: È una domanda alla quale non è facile rispondere poiché la maggior parte dei capolavori (basta pensare alle sei tra le più iconiche opere di Caravaggio esposte in un’unica sala!) sono legati da un rapporto interdipendente di committenza, sono lì perché fortemente voluti o commissionati dal Cardinale Scipione Borghese, facendo sì che ci si ritrova a pensare alla Galleria Borghese, al palazzo storico e alla sua collezione, come un unico capolavoro.

 

 

Quali sono le opere che attraggono maggiormente i visitatori?
Ci sono punti di interesse differenti tra visitatori locali e stranieri?

 

JJ: Il visitatore tipo della Galleria Borghese, sia esso straniero o no, è certamente attratto dai nomi più noti della storia dell’arte come Caravaggio, Bernini, Canova, Raffaello, Tiziano. A visitare il museo con minore frequenza sono i giovani romani, i millenials e nativi digitali ai quali – ma non solo a loro –  molto presto dedicheremo uno strumento innovativo ed interattivo di visita che porterà la fruizione del museo ad un altro livello.

 

Periodicamente la Galleria Borghese ha in programma mostre temporanee di artisti contemporanei e non solo. Con quali criteri li selezionate? Un’anticipazione sui prossimi appuntamenti?

 

JJ: Il museo vanta al suo attivo un ricco programma di attività legato al mondo dell’arte contemporanea. Il programma ‘Committenze Contemporanee’ è stato ideato dalla direttrice Anna Coliva già nel 2007 e nasce dall’idea di ripensare al ruolo attivo della committenza in epoca contemporanea poiché il vero elemento che unisce profondamente gli artisti del passato a quelli del presente è il concetto di committenza, da intendersi come volontà di possedere opere vive, della contemporaneità, tratto forte del Cardinale Scipione Borghese nel XVII secolo, e grande desiderio della Galleria Borghese oggi. In questo contesto sono state organizzate mostre di numerosi artisti italiani e stranieri come Vedovamazzei, Giulio Paolini, Hans Op de Beeck, Nedko Solakov, Georg Baselitz, Thomas Hauseago, Candida Höfer, Mat Collishaw, Daniele Puppi. Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti è in programma la grande mostra su Bernini che rientra nelle celebrazioni dei 20 anni dalla riapertura del museo e la mostra su Picasso prevista per il 2018.

 

Intervista a cura degli studenti delle classi IV I e IV B dell’IIS via dei Papareschi di Roma.

IIS via dei Papareschi
IIS via dei Papareschi

L’IIS Via dei Papareschi nasce a seguito del Regio Decreto n. 1312 del 28 settembre 1911. Nella sua ormai lunga storia, la scuola si è adeguata ai tempi: la presenza di indirizzi diversi (Liceo Scientifico, Liceo Linguistico, Istituto Tecnico e Liceo delle Scienze Umane) arricchisce l’offerta formativa, facendo convivere in un unico ambiente professionalità e interessi diversi ma tutti di ormai lunga tradizione.