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Una MAXXI esperienza oltre lo sguardo – MAXXI A[R]T WORK
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maxxi more than meets the eye

Una MAXXI esperienza oltre lo sguardo

MAXXI: un nome, una garanzia!

 

Nato nel 2010, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo si presenta come contenitore di un bagaglio culturale immenso, distribuito in cinque gallerie, ospitanti affascinanti e coinvolgenti mostre.
La struttura innovativa del museo, ideata come fosse un labirinto dall’architetto Zaha Hadid  è sicuramente una delle sue peculiarità, che fin dal primo impatto cattura l’attenzione del visitatore.

 

zaha hadid maxxi

 

Non sempre l’idea di visitare un museo entusiasma gli adolescenti, spesso frenati al pensiero di ritrovarsi immersi in un mondo a loro sconosciuto nel quale non è semplice trovarsi a proprio agio, cosa che invece dovrebbe essere in grado di fare ogni museo.

 

Al MAXXI questo tipo di problema non si pone: nel momento in cui si mette piede in questo enorme serpentone attorcigliato su sé stesso ci si sente come a casa, l’atmosfera infatti è familiare e accogliente.

 

Anche a noi è capitato lo stesso: eravamo scettici all’idea di trascorrere quattro giorni al museo, influenzati dall’esperienza negativa dello scorso anno con l’Alternanza Scuola-Lavoro, ma non appena acquisita un minimo di confidenza con il MAXXI, ogni pregiudizio è svanito.
Come accennato in precedenza, il museo si divide in cinque gallerie nelle quali sono allestite mostre sempre diverse, ovvero quelle temporanee e “The Place To Be, la mostra della collezione permanente allestita nella galleria al piano terra.
E’ proprio all’entrata della Galleria 1 che ci si trova immersi in un nuovo mondo non appena si comprende il significato dell’enorme “Triplo Igloo” di Mario Merz, realizzato mediante lastre di vetro tenute insieme da morsetti di ferro.

 

triplo igloo place to be maxxiLungo il perimetro di ogni igloo corrono numeri posti in proporzione secondo la progressione della serie di Leonardo Fibonacci, il quale ideò un sistema numerico in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti.

Il tratto distintivo dell’opera, però, è il fatto che cresca come la natura.

 

I tre igloo sono fragili come un castello di carte, trasparenti come una finestra e hanno la struttura di un matrioska; i cubi di terracotta sono posizionati a terra per non far cadere le lastre di vetro.

Nell’igloo di vetro dovrebbero vivere le farfalle perché sono leggere e anche se ci si appoggiano non si rompe.

I numeri luminosi sono come le stelle nel cielo, danno sicurezza nel buio e un senso di consolazione, ci fanno pensare che in quel posto noi siamo al sicuro e che neanche un orso polare potrebbe farci male.

 

 

E’ stupefacente osservare come bambini, adolescenti, adulti e anziani, seppure di generazioni differenti, nel guardarsi attorno hanno la stessa meravigliata espressione.

 

In un ambiente come questo infatti non importa quanti anni tu abbia o a quale target tu appartenga: il MAXXI sarà sempre in grado di suscitare un grande entusiasmo e una velata sicurezza, proprio come se si fosse a casa.

 

 

 

Recensione a cura di Elisa Dobici, Chiara Mammola, Federica Romano, Roberta Scognamiglio e Alessia Tarallo.

Liceo Statale I. Kant