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Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam - Scheda - MAXXI A[R]T WORK
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Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam – Scheda

Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam

di Cecilia Mangini, Paolo Pisanelli, Italia 2019, 60’

 

Documentario inedito

 

Il documentario “racconta di una guerra, della memoria che svanisce, di una sfida contro il tempo che passa” ed è stato realizzato da una delle più importanti autrici di documentari, a 92 anni, a quattro mani con un autore barricadero di oggi.

È la storia di un film sul Vietnam che non si è mai fatto, di un paio di scatole piene di foto di quel paese in guerra ritrovate in soffitta, come in un romanzo, di una regista combattente e resistente come le contadine vietnamite che negli anni ‘60 imbracciarono il fucile contro il più potente esercito del mondo.

Immagini strepitose, montaggio sorprendente: anteprima italiana, dopo quella mondiale al Festival di Rotterdam.

 

 

>> GUARDA IL TRAILER UFFICIALE

 

LE RECENSIONI


 

di Erika Vaccarella, Cristina Butnariu, Giulia Pia D’Onofrio e Marco Savelloni (Liceo Statale A. Caravillani, Roma)

Due scatole dimenticate in un angolo della casa, piene di negativi risalenti alla Guerra del Vietnam, che vengono portate finalmente alla luce e raccontano la storia non solo di un conflitto, ma di un intero popolo: innamorati che si baciano su una panchina con dietro uno sfondo che urla distruzione, donne che da contadine diventano guerriere in divisa con un fucile sulla spalla, scorci di città… il tutto narrato da una voce in sottofondo che interpreta le prime stesure di sceneggiatura del documentario di Cecilia Mangini e Lino del Fra.

Ma “Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam” di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli non è solo il racconto di una guerra in quanto, con una cornice di inquadrature suggestive e dei sottofondi musicali che variano continuamente seguendo il corso della storia, abbiamo la possibilità di fare un viaggio nei ricordi della fotografa Mangini, rivivendo insieme a lei il periodo trascorso in Vietnam per progettare un film documentario sulla guerra che purtroppo non ha mai avuto la possibilità di prendere vita.

 

di Giulia Butuc, Giorgio Compagnoni e Daniel Restrivera (Liceo Statale A. Caravillani, Roma)

Il documentario “Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam” di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli inizia con il ritrovamento di due scatole piene di immagini che rimettono in moto la memoria della protagonista. La guerra del Vietnam, dal 1955 al 1975, portò alla riunificazione del paese che viene raccontata in prima persona dalla Mangini.

Tra il 1964 e il 1965, i registi Lino Del Fra e Cecilia Mangini, vanno nel Vietnam del Nord per girare un film, il paese è in guerra contro l’esercito statunitense. I due vengono travolti dalla guerra e dai bombardamenti.

L’obiettivo della missione era fare sopralluoghi per un film documentario sulla lotta in corso tra la popolazione del Nord che voleva conquistare l’unità del paese e l’indipendenza dagli Stati Uniti.

Del Fra e Mangini esplorarono le città, i porti, i villaggi, le risaie, i fronti della guerra mentre l’esercito americano, nel tentativo di piegare la Resistenza dei combattenti del Sud, incendiava le foreste con il gas Napalm e al Nord faceva terra bruciata con bombardamenti a tappeto.

I due registi furono rimpatriati insieme ad altre delegazioni internazionali e a tutti gli stranieri presenti ad Hanoi. Il loro film purtroppo non fu più realizzato, forse perso sotto le macerie dei bombardamenti ma Cecilia Mangini realizzò un reportage fotografico, ritrovato in due scatole di scarpe. Tutte immagini inedite.

Foto e negativi raccontano un popolo armato che vediamo oggi attraverso immagini, scritti, ricordi e vuoti di memoria. Tutto riaccende il fuoco della memoria per ritrovare le tracce di quel tempo vissuto.

La guerra rimane un trauma sia per chi l’ha vissuta di persona, sia per i registi. Pisanelli che riesce a rimettere insieme le tessere di un documentario mai realizzato.

 

di Giorgia Giancaspro (Liceo Statale F. Vivona, Roma)

“Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam” di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli  è  un documentario molto intenso.

Le immagini, accompagnate dai sottofondi musicali, hanno prodotto un risultato molto evocativo.

La narrazione degli avvenimenti in lingua francese ha dotato il film di una dolce armonia che, quasi pacificante rispetto alla lotta che va indagando, ha reso la visione molto piacevole. Il tema trattato è molto interessante, utilissimo per la cultura personale.

Insieme alla narrazione della situazione di guerra vissuta dall’interno, viene trattato anche il tema del ricordo, molto importante ed emozionante.

È molto toccante vedere questa donna anziana che, avendo dimenticato molti dettagli della sua giovinezza per via della vecchiaia, riscopre i suoni, gli odori e i sapori di realtà da lei vissute con grande partecipazione emotiva. La selezione e il montaggio dei materiali fotografici giocano con gli zoom sui dettagli e rumori di fondo, simulando il difficile sforzo di ricomposizione della memoria.

L’ultimo tema trattato, molto interessante, è la dicotomia tra memoria collettiva della Storia (risultante di immaginario e mitizzazione) e la memoria individuale (vittima dell’inesorabile età che avanza, per quanto allenata, ragionevole, militante).

 

di Sara Orrù, Camilla Amalia Rossi e Giulia Pietrangeli (Liceo Statale A. Caravillani, Roma)

“Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam”  è un documentario scritto e diretto da Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli dove, attraverso le fotografie di Cecilia Mangini e gli appunti di Lino Del Fra, fatti durante il loro soggiorno in Vietnam tra 1965 e il 1966, viene raccontata la guerra e l’importanza della memoria.

È un documentario che lascia col fiato sospeso dall’inizio alla fine, grazie all’accostamento delle tranquille e silenziose scene girate a casa della fotografa, con le vecchie fotografie accompagnate da suoni che donano alle istantanee movimento e vita.

In oltre le voci narranti, se pur in francese, descrivono alla perfezione i negativi dandoci la sensazione che quegli attimi si stiano svolgendo sotto i nostri occhi.

Il tutto è impreziosito dai commenti di Cecilia Mangini con i sui suoi ricordi che ci fanno comprendere quanto sia importante la memoria e come ogni momento che viene travolto dal tempo, che scorre troppo velocemente, sia troppo importante per essere dimenticato.

“Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam”  è il miglior documentario che abbia visto perché, oltre ad essere completo sotto ogni punto di vista, trasmette un messaggio in modo chiaro e profondo lasciando un segno all’interno dello spettatore.

 

di Alessio Cosma e Elisa D’Innocenzo (Liceo Statale A. Caravillani, Roma)

La protagonista del documentario è una donna di ben 93 anni, Cecilia Mangini, fotografa.

Con “Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam”, Paolo Pisanelli e la stessa Mangini, ci raccontano del viaggio intrapreso nel 1964 in Vietnam, in compagnia di Lino Del Fra, con l’obiettivo di realizzare un film documentario sulla guerra in corso.

Con il passare degli anni i ricordi svaniscono, ma alla vista delle fotografie da lei scattate riaffiorano reminiscenze del passato.

La Mangini considera il vietnam, il posto ideale per scattare fotografie. La sua attenzione si sofferma sui minimi particolari captando svariati soggetti, dai bambini agli innamorati sulle panchine, dalle biciclette ai colori delle spezie e poi ci sono le donne guerrigliere che rivelano l’orgoglio e il coraggio di vere combattenti.

All’epoca in Vietnam c’era la guerra, i due furono rimpatriati, e il loro film che non fu mai realizzato. Della guerra, dei bambini ignari del conflitto, delle donne valorose, di tutta la popolazione ne rimangono le foto che mantengono vivo il loro ricordo.

 

di Marco Lombardo (Liceo Statale F. Vivona, Roma)

Viviamo in un epoca in cui, come dice Italo Calvino in “Lezioni americane”, ci troviamo “sotto una pioggia ininterrotta di immagini” che fa sì che molte si esse poi svaniscano “come i sogni che non lasciano traccia nella memoria”.

Questo documentario ci fa scoprire come la fotografia e, con lei la memoria, sia fondamentale.

La fotografia “recupera il tempo, lo spazio, le sensazioni, recupera tutto” – asserisce, commossa, Cecilia Mangini.

Lo fa apparentemente presentandoci un duplice dramma.

Quello personale di Cecilia è quello della guerra in Vietnam. Ma questa è solo un’illusione perché viene subito messo in chiaro come né lei né i vietnamiti vogliano passare per vittime.

“È molto importante sapere che un piccolo popolo è riuscito a sconfiggere una grande potenza politica e militare.

Questa resistenza è un valore da ricordare, un invito a non arrendersi mai.

La protagonista vaga all’interno della sua casa, ma è un’artista combattente, capace di sfidare le fette della memoria e della storia.

La resistenza, non il dramma, è l’esperienza che il documentario ci documenta.

Un’esperienza, considerata l’attuale tempere politico-storica, sulla quale bisogna riflettere.

 

di Beatrice Grossi e Matilde Ingrosso (Liceo Statale A. Caravillani, Roma)

Il documentario di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli, è un viaggio nella guerra del Vietnam degli anni ’60, attraverso vecchi negativi dimenticati, di un film che non è mai stato prodotto, della fotografa Cecilia Mangini in cui descrive la popolazione di Hanoi. Con l’aiuto delle due voci narranti francesi di Camille Gendeau e Stéphane Batut, “Due scatole dimenticate. Viaggio in Vietnam” racconta un popolo,  una storia.

Gli scatti, in bianco e nero, della Mangini ritraggono persone solari e pronte a combattere nel momento del bisogno.

È emozionante come rimangono scolpiti nella mente lo sguardo di quei occhi neri e profondissimi dei bambini vietnamiti, rimasti indelebili nel tempo in quelle vecchie foto attraverso un solo “click”.

 

Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MiBACT e MIUR
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Federico Borzelli

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.