Un modo per conoscere il mondo – Lezione 3
Un grande regista italiano, Bernardo Bertolucci, scomparso da poco più di un anno, diceva: “Il mio sogno è di essere bendato, portato in un posto che non conosco e lì cominciare a filmare”.
Il cinema è anche un modo per conoscere il mondo e il cinema documentario possiede questa attitudine al massimo dell’intensità.
Come se la cinepresa o la videocamera fossero una estensione del nostro sistema nervoso.
La sua forza è anche, e soprattutto, quella di battere gli angoli meno noti, i luoghi più nascosti, i mondi più distanti e sconosciuti.
Come il carcere. Tiziana Gagnor e Antonella Cristofaro, con Rebibbia Matera – come un respiro di libertà: il viaggio, hanno visto nascere, seguito e documentato l’itinerario sorprendente di un gruppo di detenute di Rebibbia che prima hanno raccontato il loro sogno di Matera, la città che è stata capitale della cultura europea nello scorso anno, e poi hanno lo hanno visto realizzarsi. Ottenendo un permesso per visitarla.
Non c’è libro, inchiesta, studio sociologico che racconti questa storia sorprendente.
C’è solo questo film documentario. In realtà molti autori italiani indipendenti, nelle ultime stagioni, hanno fatto della vita in prigione, un luogo di osservazione, esperienza racconto. Come Marco Santarelli in Milleunanotte (il trailer)
Ma v’è anche chi come Errol Morris, uno dei più grandi registi viventi di documentari, è riuscito a tirare fuori dal carcere un uomo ingiustamente accusato di omicidio con il suo film The Thin Blue Line (il trailer) , che oggi è già considerato un classico.
Link del contributo video
>> urly.it/3cpy9
Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MiBACT e MIUR