Top
La Palestina prima della Nakba – MAXXI A[R]T WORK
fade
5878
post-template-default,single,single-post,postid-5878,single-format-standard,eltd-core-1.1.1,flow child-child-ver-1.0.0,flow-ver-1.3.6,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default

La Palestina prima della Nakba

Le fotografie di Karima Abbud e di Felix Bonfils raccontano la Palestina della convivenza

 

di Swami Avila Ciccone

 

Dal 9 al 19 maggio alla Casa della Cinema in occasione del settantesimo anniversario della Nakba (l’esodo palestinese del 1948 avvenuto dopo la fondazione dello Stato di Israele) la mostra fotografica “La Palestina della Convivenza – 1948-2018: 70 anni dalla Nakba” ha raccontato per immagini un viaggio attraverso la storia e la cultura dei palestinesi, nell’arco temporale che va dal 1880 al 1948.

 

Karima Abbud

Il percorso fotografico attinge dagli archivi di Karima Abbud, prima donna fotografa del Medio Oriente e da quelli Felix Bonfils – scrittore e fotografo – che ha lavorato anche fuori dai confini palestinesi.

 

Negli spazi della Casa del Cinema, ventidue pannelli con tante foto in bianco e nero, rivelano la vita (prima della guerra) dei palestinesi. Le foto della Abbud ritraggono la cerchia colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità mentre Bonfils si concentra sul popolo e sul paesaggio urbano e rurale.

 

Jawhara Kawar Fondatrice dell’istituto femminile Il rinascimento (Nazareth 1937)

L’aspetto più interessante della mostra si evince dal titolo che suggerisce il punto focale, ovvero la “convivenza”, una parola inconsueta quando si parla della Palestina, che ancora oggi è martoriata dal

conflitto.

 

Ma la guerra non c’è sempre stata ed è questo che traspare dagli scatti di Karima Abbud e di Felix Bonfils che fungono da testimoni neutri ritagliando frammenti e ritratti della comunità.

 

Queste fotografie sono la prova che la società può mutare ma ci devono essere basi fondate sulla giustizia e sull’umanità; la mostra ne è un appello alla coscienza.

Museo MAXXI
Federico Borzelli

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.