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Orribilmente artistico – MAXXI A[R]T WORK
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Orribilmente artistico

Cosa collega un’opera di Caravaggio ad una serie tv incentrata su un futuro distopico?

 

Fin dall’antichità l’artista ha cercato nuovi metodi per stupire lo spettatore attraverso le sue opere, non sempre conformi alle ideologie artistiche del tempo, spesso creando una nuova forma d’arte. Partendo dalla pittura di Caravaggio, passando per la fotografia di Letizia Battaglia, fino ad arrivare al simbolismo dell’arte di Berlinde De Bruyckere, preparatevi ad affrontare un viaggio attraverso l’evoluzione dell’arte, con uno sguardo a un suo possibile futuro, come quello proposto nella serie tv Black Mirror.

 

Il genio finalmente compreso

 

“Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento, ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei” (Vittorio Sgarbi, Il Punto Di Vista Del Cavallo, Bompiani, 2014). Non ci sono parole più adatte di quelle di Vittorio Sgarbi per descrivere la fortuna critica di Caravaggio durante il XX secolo. Rifiutate dalla Chiesa, maggior committente del tempo, a causa del loro crudo realismo: è il caso della Morte Della Vergine che vede una prostituta come protagonista, oppure il caso della Incredulità Di San Tommaso, dove San Tommaso tocca il costato di Cristo. Queste scene non rispettavano i canoni di sacralità imposti dalla comunità ecclesiastica. Nonostante ciò, le sue opere vengono oggi considerate tra le migliori dell’epoca. L’utilizzo che faceva della camera oscura per dipingere i suoi quadri, lo pone molto vicino alla fotografia, che andrà a spodestare la pittura durante l’Ottocento.

 

Battaglia per la verità

Se volessimo identificare Caravaggio in un’artista dei nostri tempi, lo potremmo ritrovare nella figura di Letizia Battaglia. Essa attraverso i suoi report fotografici, ha portato agli occhi degli spettatori le vicende quotidiane delle strade più buie di Palermo, dell’ospedale psichiatrico che essa ospita e della criminalità mafiosa. I suoi scatti raccontano verità spesso scomode, che nessuno prima di lei avrebbe pensato di narrare. Vivendo a contatto con queste realtà, Letizia Battaglia è riuscita a oltrepassare le barriere della comune fotografia, mescolando situazioni comuni a contesti inusuali, facendo trasparire un realismo osato da pochi, come Caravaggio fece prima di lei.

 

Guarda l’intervista a Letizia Battaglia a cura di Federico Borzelli e Gianluca Fiore.

 

Nudi e crudi

 

Non tutti sono per l’arte contemporanea. Eppure, nella collezione We Are All Flesh di Berlinde De Bruyckere, le sensazioni visive sono le stesse ritrovate nelle opere di cui abbiamo parlato prima. La carne esposta dall’artista rappresenta la nudità degli esseri viventi davanti alla morte, e accomuna il dolore animale a quello umano. In un periodo come il nostro, particolarmente attento ai diritti degli animali, quest’opera, così pungente, suscita scalpore e orrore ad un primo sguardo, incuriosendo in modo efficace lo spettatore.

 

Per approfondire clicca qui.

 

Verso nuove forme d’arte

 

Quale sarà il passo successivo? Il percorso attraverso le varie espressioni dell’arte appena affrontato ci porta naturalmente a questa domanda. La serie tv Black Mirror, nel suo primo episodio (spoiler!) ci propone una possibile evoluzione di essa, tanto realistica quanto macabra. Un’artista in decadenza rapisce la duchessa di Beaumont, membro della famiglia reale d’Inghilterra, chiedendo in cambio della sua incolumità un atto sessuale, completo e senza simulazioni, con un maiale da parte del Primo Ministro inglese in diretta tv. Dopo varie vicissitudini il Ministro, data la popolarità della duchessa, si vede costretto ad accettare. Tutto il paese, nonostante l’orrore della scena, segue l’evento senza distogliere mai lo sguardo, registrando un audience di 1.3 miliardi di spettatori. All’artista, suicidatosi durante la trasmissione, verrà riconosciuto un premio Turner per aver messo in luce la disattenzione del pubblico, troppo preso dal ripugnante spettacolo per accorgersi della liberazione della duchessa, la quale vagava per le strade deserte mezz’ora prima dell’inizio dello “show”.

 

Per visionare l’episodio clicca qui.

 

Irrazionale quanto possibile   

 

Lo scenario descritto in “Black Mirror” risulta tanto spaventoso quanto plausibile, poiché una simile dimostrazione è in linea con i gusti artistici dei tempi che viviamo, identificati nella crudezza delle tele di Caravaggio, degli scatti di Letizia Battaglia e delle installazioni di Berlinde De Bruyckere. Vogliamo credere che l’arte troverà modi più etici per progredire e stupirci, ma solo il tempo potrà darci la risposta.

 

Luca Sette, Federico Carbone, Daniele Bianchi, Matteo Mastracco, Gianluca Frezza, Leonardo Ratari, Andrea Paci.

IIS Tommaso Salvini