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L'arte fa bene, conferma lo psicologo - MAXXI A[R]T WORK
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L’arte fa bene, conferma lo psicologo

Secondo la Drexel University di Philadelphia l’arte fa bene alla salute e il formatore, nonché psicologo, Fabio Glielmi conferma lo studio.

 

 

Grazie a MAXXI A[R]T WORK abbiamo incontrato tanti professionisti del mondo della cultura, abbiamo scoperto tanti mestieri e abbiamo imparato a fare tante cose, tra queste, grazie al formatore Fabio Glielmi abbiamo sperimentato le regole del Public speaking e del Team building.

 

Sinceramente non ci saremmo mai aspettati che un progetto di alternanza dedicato all’arte e alla cultura prevedesse anche questo tipo di esperienza ma oggi comprendiamo il motivo di questa scelta.

Saper comunicare è un’arte e con Fabio Glielmi abbiamo imparato a farlo.

 

Incuriositi dal suo lavoro, oltre ad essere formatore è anche psicologo, abbiamo deciso di intervistarlo per conoscere meglio la sua professione ma anche capire meglio il suo ruolo nell’ambito del progetto di Alternanza scuola-lavoro.

 

Prima di MAXXI A[R]T WORK conosceva già il museo?

“Il MAXXI l’ho conosciuto anni fa grazie a mia moglie, lei è architetto, l’ho quindi visitato come fanno tante altre persone. Poi sono stato contattato dai responsabili di MAXXI A[R]T WORK e grazie alla mia lunga esperienza nel settore sono stato coinvolto per la giornata dedicata al Public speaking e al Team building. Tutto è stato pensato per andare incontro alle linee guida indicate dal MIUR, credo sia utilissimo sia per chi studia che per chi lavora”.

 

Cosa, in particolare, l’ha spinta a collaborare con MAXXI A[R]T WORK?

“Direi la possibilità di poter trattare argomenti fondamentali sia per chi studia che per chi lavora, purtroppo sono temi totalmente assenti nei programmi scolastici benché utilissimi per ragazzi della vostra età, basta prendere come esempio le interrogazioni e un giorno i colloqui di lavoro. Io ho studiato tutto questo durante e dopo l’università, corsi molto ma sarei stato felicissimo se al liceo mi avessero dato tale opportunità.”

 

Cosa pensa di questa esperienza? 

“È ormai più di un anno che collaboro con il MAXXI per il progetto Alternanza scuola-lavoro ed ogni giorno che passo con voi ragazzi è unico! Alcuni sono più belli di altri, ma tutti sempre molto arricchenti dal punto di vista personale. Sono felice quando vedo ragazzi della vostra età così interessati ed affascinati dagli argomenti che tratto. Forse è anche un’occasione per me di rivedere il “Fabio delle scuole superiori”, affamato e curioso di sapere certe cose, capire come funzionano certi meccanismi e quindi pronto ad imparare sempre cose nuove”.

 

Tra i lavori che svolge, qual è secondo lei quello che l’ha fatta sentire vicino a questo progetto?

“Credo le situazioni in cui, come terapeuta, seguo ragazzi della vostra età che hanno bisogno di un orientamento scolastico/universitario/lavorativo. Ed anche altri progetti che svolgo presso scuole ed istituti universitari. Ma credo che il progetto di Alternanza scuola-lavoro del MAXXI abbia qualcosa di unico: dare a voi studenti delle scuole superiori la possibilità di toccare con mano delle professioni e darvi quindi informazioni pratiche, utilizzabili per le vostre future decisioni professionali o accademiche”.

 

In veste di psicologo, visitando le mostre del MAXXI, ha mai analizzato ciò che l’artista vuole trasmettere tramite le opere?

“Credo che uno psicologo sia prima di tutto una persona. Quando visito un museo, un’esposizione o assisto ad un concerto sono Fabio. Sicuramente studiare psicologia ti cambia, cambia il modo di percepire l’altro e la profondità con cui vivi nel mondo e tra le persone, ma non credo di aver mai applicato lo “schema psicologo” nella vita.

Una cosa che molti miei pazienti mi dicono è di non sembrare uno psicologo (ignoro cosa significhi sembrare uno psicologo… francamente), ma vengo percepito come una persona molto profonda. Molte volte di fronte ad un’opera mi sono trovato a ragionare sui suoi significati espliciti o meno, ma non credo di poter dire che sia “Fabio lo psicologo” a fare certi ragionamenti… sono sempre, semplicemente, Fabio”. 

 

Secondo uno studio della Drexel University di Philadelphia, l’arte fa bene alla salute  poiché attiva i circuiti del piacere nel nostro cervello; lei si trova d’accordo con questa affermazione? Se sì, come può l’arte, secondo lei, portare benessere nella vita delle

persone?

“Senza entrare nei dettagli della neurologia, sono profondamente d’accordo con questa affermazione! Il nostro cervello ha costantemente bisogno di stimoli, e cos’è l’arte se non un intricato vortice di stimoli e possibilità di espressione?!

Allo stesso modo l’arte può portare benessere alle persone, sia per l’artista che in essa trova il modo di esprimere qualcosa che in altri modi non potrebbe tirar fuori, sia per il fruitore dell’opera, dandogli la possibilità di proiettare in essa le proprie sensazioni, vissuti ed esperienze, fungendo da stimolo diretto per il suo cervello”.

 

A noi ha fatto bene MAXXI A[R]T WORK.

 

 

Intervista a cura di Carola Caterino, Giorgia Fina, Sara Reale, Francesca Rocco,  Hadeer Alì, Sara Paladini e Martina Di Marco della IV EL del Liceo Immanuel Kant

 

Museo MAXXI
Federico Borzelli

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.