Top
Obiettivo Zagarolo: ieri, oggi e domani – MAXXI A[R]T WORK
fade
8622
post-template-default,single,single-post,postid-8622,single-format-gallery,eltd-core-1.1.1,flow child-child-ver-1.0.0,flow-ver-1.3.6,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default

Obiettivo Zagarolo: ieri, oggi e domani

Sei reportage raccontano la vita del piccolo comune a pochi chilometri da Roma

 

Un workshop fotografico in un palazzo del 1100? Una mostra fotografica in una palestra di gladiatori?

Si può fare!

 

La Faber School MAXXI A[R]T WORK si è tenuta nello Spazio Attivo Open Innovation di Lazio Innova in un’ala del meraviglioso Palazzo Rospigliosi di Zagarolo, edificio fondato dalla famiglia Colonna, abbellito dagli affreschi di Antonio Tempesta e dei fratelli Zuccari,  oggi sede sia del Museo del Giocattolo che del bellissimo FabLab che ha ospitato la full immersion fotografica.

 

Il workshop, progetto sperimentale con l’obiettivo di comprendere e valorizzare il patrimonio culturale e storico di Zagarolo, ha visto la partecipazione di tanti ragazzi interessati sia alla fotografia che alle ultime tecnologie utili per stampare su diversi materiali, per poi allestire la mostra.

 

Abbiamo parlato di macchine fotografiche (dalla Polaroid alla Leica, dalla Rolleflex alla Hasselblad) per poi usarle per immortalare il centro storico di Zagarolo. Quindi abbiamo sviluppato i rullini e poi stampato usando macchinari all’avanguardia (dalle Laser cut ai plotter di grande formato) per sfruttare le tante opzioni offerte dalla tecnologia e verificare l’effetto finale sui diversi materiali (dal legno al plexiglass, dalla carta fotografica al vinile).

 

 

Si è anche parlato dei grandi nomi del reportage e non solo (da Cartier Bresson a Elliott Erwitt, da Massimo Siracusa a Gea Casolaro) per poi ragionare su come il marketing territoriale e la fotografia possano essere le chiavi giuste per raccontare il patrimonio culturale e umano, per poi promuovere sui social tante storie fatte di altrettanti scatti.

 

Tante visioni diverse e complementari raccontano il piccolo paese, arroccato sullo sperone tufaceo circondato dai boschi che la fanno sembrare una lunga e stretta isola.

Memoria e futuro, architettura e personaggi, interno e esterno.

 

I sette reportage, realizzati dai partecipanti della Faber School MAXXI A[R]T WORK, sono racconti fotografici che riportano visioni soggettive di Zagarolo, passando per di chi lo vive, per chi lo ha scelto per progettare il futuro, per chi ne ricorda la tradizione.

 

A chiusura del progetto, la mostra è stata allestita nel cosiddetto Tondo di Zagarolo, ovvero i resti di quello che una volta era un piccolo anfiteatro, utilizzato come palestra per l’allenamento dei gladiatori, risalente al I’ secolo d.C.

 

 

In mostra i seguenti progetti:

Costoni” di Marco Di Vincenzo

Dinamiche riflesse” di Alessija Spagna

In | Out” di Natale Orsini

 

 

Permanenze” di Sofia D’Agnano, Francesca Neglia, Silvia Punza, Claudia Sabellico e Chiara Zeppari

Punti stazionari” di Gianluca Gasbarri, Ludovica Ferro e Enrica Mariani

Spazi attivi” di Marco Di Vincenzo, Mariangela Fabbri e Lucia Rizzi

Zagarolo in particolare” di Federico De Marco e Marco Di Vincenzo

 

 

Oltre a tutti i partecipanti, ringraziamo Luigi Campitelli, Manuela Giacobbi, Berenice Marisei, Stefano Gigli, Monia Montana di Lazio Innova per avere creduto e quindi reso possibile questo progetto e  Stefano Capezzone, Manlio Di Dio e Rosita Esposito del FabLab di Zagarolo per aver messo a disposizione dei ragazzi la loro professionalità e competenza.

 

Ringraziamo anche il sindaco Lorenzo Piazzai e il vice sindaco Emanuela Panzironi per aver ospitato la mostra al Tondo.

 

 

Un ringraziamento speciale va a Marta Bonafoni del Consiglio Regionale del Lazio.

Museo MAXXI
Federico Borzelli

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.