Top
Chiamale se vuoi Soft skills - MAXXI A[R]T WORK
fade
12569
post-template-default,single,single-post,postid-12569,single-format-standard,eltd-core-1.1.1,flow child-child-ver-1.0.0,flow-ver-1.3.6,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default

Chiamale se vuoi Soft skills

“Numerose ricerche internazionali e indicazioni normative, sia a livello europeo, sia internazionale, riconoscono oggi che il successo formativo degli studenti è strettamente connesso al loro benessere emotivo e relazionale e alla qualità dei contesti educativi in cui crescono” è quanto scrive Annalisa Morganti, Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Perugia,nella preziosa pubblicazione “Le competenze non cognitive e trasversali quali sono e come intervenire nei contesti educativi. Piste di lavoro operativo per diversi livelli di scolarità” (Tuttoscuola. 2026).

Workshop di Problem solving al PCTO del MAXXI

 

Sempre nell’introduzione, Morganti scrive: “È in questo contesto che le competenze trasversali di natura emotiva, sociale, relazionale, metacognitiva assumono un ruolo centrale. Empatia, autoregolazione emotiva e cognitiva, collaborazione, senso di responsabilità, capacità di riflettere su di sé e sugli altri non sono abilità “aggiuntive”, ma dimensioni fondamentali dell’apprendere e del vivere insieme.”

 

Nell’esauriente studio, Morganti definisce e contestualizza le diverse caratteristiche di un vasto tema che è fatto di Life skills, Soft skills, Competenze trasversali, Competenze non cognitive e Competenze socio- emotive.

Non si tratta quindi di  un calderone generico tant’è vero che un intero capitolo dello studio è dedicato a sinterizzare egregiamente i diversi criteri di classificazione delle sopracitate Competenze e, per farla breve, evidenzia quanto un approccio olistico da parte del corpo insegnante sia determinante per far sì che gli studenti e le studentesse siano preparate alla vita oltre che alla scuola.

In altre parole non si può ragionare solo sulla trasmissione delle materie (letteratura, matematica, storia dell’arte, ecc.) e poi “insegnare” le competenza non-disciplinari, è quindi imprescindibile un approccio simbiotico che faccia uso di metodologie didattiche adeguate alla creazione di un ambiente scolastico inclusivo e cooperativo. L’intento è di promuovere lo sviluppo armonico e integrale della persona. Così, in estrema sintesi, dice la Legge 22/2025.

 

 

Anni fa Piero Angela sottolineava come a scuola le prestazioni e i sentimenti debbano essere “trasmessi” a pari merito. Ma si tratta di una sfida che vede i docenti chiamati a sempre più importanti traguardi da raggiungere. Per questo, oltre alla scuole, viene spontaneo ricordare che un ruolo determinante spetta anche al contesto familiare.

 

 

Nello studio della professoressa Morganti sono presenti anche delle ottime proposte di laboratori interdisciplinari. Sono spunti utili per i docenti interessati a mettere in pratica quanto elencato nei capitoli precedenti del suo studio.

 

Le proposte di Monganti sono coerenti alle cosiddette Indicazioni nazionali emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e sono quindi il punto di partenza per laboratori che mettono insieme diverse materie con un approccio che porta gli studenti e le studentesse a confrontarsi e ragionare insieme, seguendo un piano di lavoro che imprescindibilmente contempla l’acquisizione e la sperimentazione delle tante e possibili Soft skills.

Gli strumenti operativi presentati nell’ultimo capitolo del suo lavoro sono pensati per la scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado e vanno intesi come format che possono essere d’ispirazione e quindi adattati a seconda delle esigenze.

 

Le cosiddette Piste di lavoro elaborate dalla docente universitaria prevedono che i laboratori si tengano in classe e rientrino nelle attività didattiche ordinarie ma con un approccio molto coinvolgente e performante. Rimangono escluse dalle sue proposte quindi le Scuole secondarie di secondo grado ma è pur vero che le tracce sono solo lo spunto e quindi i docenti dei cosiddetti licei possono tranquillamente procedere alla messa in opera  facendo riferimento alle materie e ai programmi superiori.

 

Laboratorio di Public speaking al MAXXI

Le Scuole secondarie di secondo grado, dal 2015 ad oggi, hanno uno strumento specifico per approfondire il tema delle Soft skills grazie alla Legge 107, meglio conosciuta come la riforma de “La Buona Scuola”. Con la Formazione scuola-lavoro (ex Alternanza scuola-lavoro e poi PCTO) le scolaresche hanno l’opportunità di acquisire e sperimentare le Competenze trasversali attraverso attività extra scolastiche.

Con addetti ai lavori di realtà lavorative presenti sul territorio i/le più giovani possono scoprire il dietro le quinte di ambiti professionali specifici e con l’occasione ragionare, fuori dal contesto scolastico, sull’eventuale formazione post diploma necessaria per entrare nel mercato lavorativo.

 

Dal nord al sud d’Italia sono diverse le proposte di aziende che spalancano le loro porte ai più giovani. Basterebbe consultare il Registro nazionale dell’Alternanza scuola-lavoro per scoprire le opzioni presenti sul territorio d’appartenenza. Nonostante negli anni sia cambiata la denominazione dell’Alternanza, nelle linee guida della FSL rimane l’accento sull’acquisizione e sulla sperimentazione delle Competenze trasversali.

Nei progetti FSL strutturati secondo tali criteri, l’esperienza nelle aziende è pensata per incrociare quanto appreso in classe con le dinamiche lavorative che quotidianamente devono essere affrontate in ufficio mettendo in pratica Competenze trasversali come il Public speaking, le Abilità relazionali, il Pensiero critico, il Problem solving, il Lavoro di gruppo e via dicendo.

 

In poche parole le Soft skills rimangono il tema principale sul quale docenti e studenti sono chiamati a confrontarsi.

Museo MAXXI
Federico Borzelli

Formazione scuola-lavoro per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.