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L’arte scende in strada – MAXXI A[R]T WORK
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L’arte scende in strada

La strada è la protagonista assoluta del primo ciclo del 2019 di MAXXI A[R]T WORK.

 

Con i ragazzi del Liceo artistico Sarandì di Roma e del Liceo classico Ugo Foscolo di Albano Laziale abbiamo analizzato i tanti aspetti e argomenti trattati in “La strada. Dove si crea il mondo”, la grande mostra con la quale il MAXXI offre una panoramica ampia e articolata su tutti gli aspetti dell’immensa rete (non solo stradale) che unisce idealmente popoli e culture.

 

Ognuno ha trovato pane per i suoi denti perché – tanto per citare solo alcuni temi trattati dagli artisti di The Street – arte, politica, design, economia, architettura e mobilità sono lo spunto per istallazioni, video, opere, progetti e prototipi di una mostra esauriente e completa.

 

Siamo “scesi” in strada, abbiamo attraversato le varie sezioni della mostra, ci siamo persi tra le oltre 150 opere che si susseguono nelle gallerie 2 e 3, cosi facendo ognuno ha trovato la “sua” opera, il suo tema.

 

Laboratorio Curatori di MAXXI A[R]T WORK

In tanti si sono poi persi nell’intricato dedalo di umanità devastata dalla guerra e dalle catastrofi naturali immortala da Paolo Pellegrin.

La mostra antologica del fotografo romano ha colpito l’attenzione di tanti ragazzi e, anche in questo caso, i centinaia di scatti del fotoreporter dell’agenzia Magnum hanno guidato i ragazzi  in un lungo viaggio che dal Libano porta al Polo Nord, da Haiti sbarca in Giappone.

 

Anche questa volta, il programma di MAXXI A[R]T WORK  ha impegnato su più fronti gli studenti che hanno scritto recensioni delle mostre, ideato progetti turistici, realizzato reportage fotografici (#maxxiartwork su Instagram) e quindi progettato una mostra originale sviluppando il tema della strada.

Abbiamo poi chiesto ai gruppi di lavoro di progettare una mostra.

 

Il tema?

Ovviamente la strada! 

 

Progetto di allestimento sul design automobilistico

Abbiamo dato carta bianca ad ogni team di lavoro, in modo tale che passioni e interessi fossero i punti di partenza per ricerche e approfondimenti necessari per progettare mostre originali.

Ogni gruppo di lavoro ha progettato la “sua” strada.

C’è chi ha dedicato la mostra al design automobilistico Made in Italy degli anno ‘80 , focalizzandosi sui modelli turbo (Davide, Emanuela, Gianluca). Il progetto prevede l’allestimento di un auto che “sfonda” la superficie vetrata della Galleria 5.

 

Filippa e Jacopo hanno lavorato su un progetto particolarmente elaborato – intitolato “Acts to interact” – strutturato secondo colori,  interpretati come simboli di sensazioni, che guidano il visitatore a percorrere itinerari paralleli.

 

La Street photography è la protagonista della mostra immaginata da Alex, Alessandra, Alessia e Tommaso e gli scatti di René Burri, Kaushal Parikh, Xyza Cruz Bacani, Markus Hartel e Banksy (l’unico non fotografo) raccontano le tante sfaccettature della strada, luogo dove fatti ordinari e straordinari prendono forma.

 

Impronte di natura

Si esce dal museo per immaginare un’istallazione site specific sul lago di Albano grazie a Elena e al suo “Impronte di natura”, che combina arte, musica e poesia.  Sullo specchio d’acqua del lago di origine vulcanica la rotta più che la strada, grazie a barche e canoe, porta a  isole artificiali, luoghi deputati per assistere a concerti, mostre di pittura e spettacoli teatrali.

 

Napoli, mille colori” è anch’esso un progetto site specific che porta l’arte tra i vicoli di Napoli. Cristina, Giulia, Francesca e Serena immaginano i panni stesi tra le vie dei Quartieri Spagnoli come schermi sui quali proiettare una selezione di opere di Vassily Kandinsky. Le variopinte geometrie astratte del pittore di origine russa, attivo in Francia nella prima metà del ‘900, sono lo spunto per una spettacolare istallazione che contempla la musica di Lindsey Sterling.

 

Il bacio” è il tema del progetto firmato da Alessia, Camilla, Gloria, Maria Chiara e Sofia. La strada è il palcoscenico dove la passione esplode e gli amanti si baciano e ad immortalare l’attimo sono video, foto, graffiti. Non è da escludere l’invito ai visitatori di “interagire” tra loro.

 

 

La locandina del film Cristiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”

Cecilia, Domitilla, Gaia, Emanuela e Laura hanno lavorato sul tema del viaggio. Si sono lanciate in un progetto particolarmente complesso fatto di viaggi fisici, mentali, spirituali e allegorici. Il progetto punta a vivacizzare la biblioteca di Grottaferrata, luogo ideale per tenere una rassegna cinematografica che ha in cartellone: “Inception” di Nolan, “Lion” di Davis, “Il grande Gatsby” di  Luhrmann, “Cristiane F. Noi,  i ragazzi dello zoo di Berlino”  di Edel e “Cocò” della Pixar.  Dagli scaffali della stessa biblioteca sono tanti i libri trai quali scegliere (“Il piccolo principe” di de Saint-Exupéry,” Il Giro del mondo in 80 giorni” di Verne, “Alice nel paese delle meraviglie” di Carroll. Per finite la fotografia che racconta un viaggio in oriente.

 

 

Marilyn Monroe

Adom” non ribalta la moda ma evidenzia che soltanto lo stile resta e, per sostenere questa tesi, il neo team curatoriale scomoda Charles Frederisck Worth (stilista inglese della prima metà dell’800) così come Cocò Chanel e Christian Dior. Il gruppo di lavoro vede Gianluca, Federica e Francesca selezionare modelli originali e fotografie di abiti che hanno fatto la storia della moda, molti dei quali indossati da personaggi diventati icone di stile. Marilyn Monroe, Vittorio De Sica e i suoi abiti sartoriali così come Madonna e la provocazioni di Jean Paul Gaultier fino ad arrivare a Chiara Ferragni, l’influencer da milioni di follower.

 

 

Passato e presente sono messi a confronto con “Into the darkest lit walls”, progetto di mostra a cura di Ariel Alfonso, Aurora, Carlo, Chiara, Cristina e Flavia, dedicato agli ospedali psichiatrici e alla legge Basaglia. Un oscuro pezzo di storia fatto prima di sofferenza e oggi di abbandono viene presentato come fossero due universi che corrono paralleli. Il prima e il dopo, grazie ai reportage di Fabio Pezzoni, Letizia BattagliaRaymond Depardon e di tanti altri fotografi raccontano spazi una volta affollati dai malati, oggi pieni di degrado.

 

Fabio Pezzoni, “Manicomio di Colorno”

 

Monica Bonvicini, “Bent and Fused”

Da ferite a feritoie” è un diario privato messo in mostra. Le ferite lasciate da delusioni amorose e non solo sono le protagoniste del progetto di Alice, Lelia, Federica, Martina, Sara e Sara e fotografie originali (realizzate dal gruppo di lavoro) sono allestite, sulle rive del Tevere, come fossero un percorso che dal passato porta al presente. Una grande lavagna serve ai visitatori per lasciare una testimonianza.

 

Il ruolo della donna, nell’arte, nella società e nella politica, si concretizza nell’articolato e ben documentato progetto curato da Giulia, Giordana, Laura, Ludovica e Virginia che selezionano opere di Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Artemia Gentilaschi, Angelica Kauffman, Berthe Morisot, Mery Cassat, Frida Kalho, Vivian Maier e Monica Bonvicini. Il loro è un lungo viaggio nei secoli che parte nel ‘500 per arrivare ai giorni nostri (Vedi su Rai Play il documentario “Quattro secoli di arte al femminile).

Museo MAXXI
Giulia Masini

Marketing territoriale e Formazione per il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.